Da "LA NOSTRA DOMENICA" n.
8 - 2 marzo 2003
Prostituzione Progetto di prevenzione sanitaria dell'associazione
Melarancia con l'Asl
Clienti sotto la lente
Un camper itinerante attraverserà la città per
dare informazioni sulle malattie a trasmissione sessuale, raccogliere
dati, offrire supporto psicologico quando è richiesto. In città
e provincia le donne prostituite sono quasi 700. Ma nell'ultimo
anno questo dato è in calo a causa dell'introduzione della Bossi-Fini
e dell'aumento dei controlli
Un "client point" per incontrare, ascoltare e informare chi fa
sesso a pagamento, i "clienti" delle lucciole. È il nuovo progetto
che l'associazione Melarancia, attiva da anni in provincia sul
fronte della prostituzione, sta realizzando con l'Asl di Bergamo.
Un camper itinerante con due operatori e uno psicologo avrà il
compito di distribuire materiali informativi sulle malattie a
trasmissione sessuale, di raccogliere dati che aiutino a orientare
i servizi socio-sanitari, di offrire supporto quando viene richiesto.
"Di solito - spiega Marzia, coordinatrice dell'associazione -
si mettono in contatto con noi solo i clienti che, molto coinvolti
dal rapporto con una ragazza, decidono di "salvarla", di aiutarla
a venir via dalla strada". Questo nuovo servizio dovrebbe rappresentare
invece per tutti un efficace strumento di prevenzione: "Sappiamo
che molti chiedono rapporti non protetti - spiega Marzia - e corrono
così rischi gravissimi". Tra le ragazze che hanno accettato di
sottoporsi a controlli medici con l'assistenza della Melarancia
il 10 per cento è risultato positivo al test dell'Hiv. E sono
soltanto 70 su un totale di circa 450 ragazze contattate in un
anno. Un po' più della metà delle circa 700 donne che secondo
le stime dell'associazione si prostituiscono su tutto il territorio
bergamasco. "Nel secondo semestre del 2002 - rileva Marzia - il
dato complessivo è calato: sono gli effetti dell'entrata in vigore
della Bossi Fini sull'immigrazione clandestina e dell'intensificarsi
dei controlli da parte delle forze dell'ordine". Le prostitute
comunque ci sono ancora, anche se hanno cambiato orari e luoghi
di lavoro: si sono ritirate nelle stradine laterali, più difficili
da trovare e da controllare, ed evitano giorni e fasce orarie
in cui le retate sono più frequenti. "La ricerca di luoghi appartati
- racconta Marzia - ha prodotto un aumento di violenze e furti
commessi a danni delle ragazze. Adesso sono quasi tutte africane,
e non hanno un protettore che le controlla in strada: la loro
schiavitù consiste nel debito contratto con gli sfruttatori che
le hanno condotte in Italia". Le ragazze dell'Est, soprattutto
rumene, russe e albanesi, si sono trasferite "al chiuso", in night
e club privati. "Le albanesi clandestine sono quasi del tutto
scomparse - prosegue Marzia - perché c'è un accordo internazionale
che rende più facile rimpatriarle". Alcune sono riuscite a "regolarizzarsi",
assunte come colf o badanti da qualcuno dei loro ex-clienti. Le
nigeriane sono sempre più giovani: alcune dichiarano 18 anni ma
ne hanno al massimo 15 o 16. Dopo l'espulsione, in mancanza di
accordi con il Paese d'origine, le aspetta un soggiorno "indefinito"
nei Ctp, Centri temporanei di permanenza, gestiti di fatto come
prigioni, che accomunano persone che si sono macchiate dei delitti
peggiori e gente arrestata soltanto perché clandestina. Le sudamericane
sono "in estinzione": corre voce che si stiano trasferite a Milano,
dove c'è già chi prepara i futuri "quartieri a luci rosse" che
potrebbero nascere dopo l'approvazione del ddl Bossi-Prestigiacomo.
Intanto l'associazione Melarancia ha ampliato il suo raggio d'azione
e lavora con due operatori e una ventina di volontari in stretta
collaborazione con Asl, Caritas ed enti locali in diverse zone:
le uscite settimanali sono passate da 2 a 4 (due diurne e due
notturne) e riguardano oltre alla Villa d'Almè-Dalmine la zona
dell'Isola, quella di Seriate, Albano, Pedrengo e Montello, Gorlago,
Costa di Mezzate. In un anno 17 ragazze sono uscite dal giro.
Un segnale incoraggiante che invita a non mollare la presa. La
lotta allo sfruttamento nel frattempo passa anche attraverso incontri
di sensibilizzazione ed educazione che la Melarancia promuove
negli oratori e nelle scuole.
Sabrina Penteriani